Il cuore: Il più allusivo e dolce dei messaggi d'amore.

Nel 1837 Alexandrina Victoria saliva al trono D Inghilterra. Era una piccola biondina diciottenne alta appena un metro e mezzo così, per i familiari fu Drina ma per gli inglesi  " la più rispettabile delle regine  ".

 

Rigida e puritana nei rapporti con la corte e i sudditi , fu quanto mai  passionale con Alberto Di Sassonia, per 20 anni Il marito più amato e idolatrato dell'impero. Da questo amore e dal dilagante romanticismo nacque il culto dei "love jewels", I gioielli sentimentali.

 

Questi gioielli, da donare in ricorrenze particolari per scandire i tempi dell'amore e dell'amicizia, divennero una delle caratteristiche del felice regno di Vittoria.

 

I cuori dominavano: coronati, alati, infiocchettati. Servivano a contenere una ciocca di capelli, un ritratto della persona amata o qualsiasi cosa servisse a ricordarla.

Oltre a gioielli, ebbe grande successo tutta una serie di oggetti a forma di cuore in argento: scatole, bottiglie e cornici.

 

Nel novembre 1861 Vittoria scrive sul suo diario: "il mio amatissimo è morto, e il mio cuore si è spezzato".

 

Ma i cuori dei suoi sudditi continuarono a palpitare. Il cuore, il loro prezioso emblema, si ricopre di coralli e cornioli,  all'inizio del nuovo secolo di perle e opali. Gioielli sentimentali in metallo povero stampato furono prodotti a migliaia.

 

A questo punto segue un periodo d'oblio del simbolo del cuore fino a quando negli anni 50 Salvador Dalì crea esemplari splendidi e assurdi: cuori di melograno stillano rubini, cuori di favo grondano gocce di miele d'oro. Un cuore coronato è creato per la novella regina Elisabetta II.

 

E poi il trionfo, fino ai giorni nostri: cuori tagliati nelle pietre più preziose, montati in solitario o legati in lunghe serie , quasi a smentire una carenza di sentimenti.

 

Il più allusivo e dolce dei messaggi d'amore non può trovare degni sostituti.